Comunità/Immunità

Roberto Esposito [Esposito 2002] ci ha aiutato a cogliere il senso della comunità che si rovescia nel suo opposto, della comunità che diventa immunitaria. In una società immunitaria la libertà non è più libertà DI ma libertà DA. Per potersi dispiegare nelle sue forme la vita deve innanzitutto mantenersi tale, conservarsi. È in questa dinamica che si inscrive la dialettica tra comunità e immunità. Se la comunità è ciò che vincola gli individui in un impegno di servizio (munus) reciproco senza agende precostituite – il famoso ‘bene comune’ – l’immunità (in tutti i sensi) ne è il rovescio, l’immunità è ciò che dispensa da questo impegno.

Il fatto che ogni sistema o organismo sopravviva anche grazie a funzioni immunitarie (e si possa quindi parlare di una ragione immunitaria) non riduce la portata della prospettiva ecosistemica come osserva acutamente Peter Sloterdjik: «Tutta la storia è lotta tra sistemi immunitari (…) poiché tuttavia la Terra insieme ai suoi fragili sistemi atmosferici e biosferici ha rappresentato una volta per sempre il limitato teatro comune di tutte le operazioni umane (…) da questo punto in poi un protezionismo della totalità diventa il precetto della ragione immunitaria.» [Sloterdjik 2010]. La stessa ‘ragione immunitaria’ deve farsi comunità.

Paradigma dell’immunità  è stato proprio il nazismo. Per il nazismo la vita andava difesa dalle contaminazioni allargando progressivamente il controllo mortifero di ciò che poteva contaminare il sistema immunitario, la retorica purezza di ‘terra e sangue’: disabili fisici o psichici, omosessuali, zingari, ebrei. I tre dispositivi immunitari propri del nazismo erano:

La normativazione assoluta della vita, per quanto riguarda gli aspetti medici, biologici (controllo della devianza e della difformità, leggi sulla ‘protezione del sangue e dell’onore del popolo tedesco’, eugenetica, eutasiasia) e ‘razziali’ sottomessi all’arbitrarietà legalizzata.

L’incatenamento ideologico alla dimensione biologica – viene del tutto meno l’articolazione di coscienza, psiche e corpo, il corpo è tutto, l’uomo è interamente oggettivato, definito dalla biologia e dalla razza. Il nazismo assume il dato biologico come verità ultima in base alla quale la vita di ciascuno è esposta alla decisione eugenetica  dello Stato.

La sterilizzazione come fulcro medico della biocrazia nazista.  La nascita e l’eredità razziale determinavano il livello di cittadinanza nel Reich.

L’alternativa sembra così porsi tra nuda vita nell’immunità (monoculturale, irrigidita e mortifera) o nuda vita (generativa) in una comunità in cui pluralismo e diversità non sono più minacce.

La foto è la schedatura nazista di una bimba Rom.

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1 Commento

Archiviato in filosofia, intercultura, nuda vita

Una risposta a “Comunità/Immunità

  1. Id-entitá multipla, rizomatica, in-de-fin-ibile, contro greca id-iozia monocromatica che si radica in fittone unico e penetrante, fin-ita, morti-fera (Amin, Amin Maalouf).

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