Aspirazione (1)

Anche in questo caso l’etimologia della parola sembra pertinente – aspirazione viene dal latino aspirare che significa «inspirare, inalare», E’ dunque affine a ispirazione. Ma è anche necessario espirare, lasciar andare e «mollare».  (Coomaraswami aveva proposto come traduzione di nirvana esalare, espirare.)

L’aspirazione esprime dunque sul piano psico-spirituale una polarità ritmica: ciò che la respirazione esprime su quello fisico. Mentre nello yoga la respirazione ‘bastava’ a riconnettere ritmicamente col cosmo, le differenziazione della coscienza esige oggi un ritmo immaginale, una metabolizzazione delle esperienze e delle immagini che ‘crea’ un luogo per l’anima.

Nelle relazioni affettive l’orizzonte dell’aspirazione tende al dialogo senza pretese di assimilazione perché è sostanzialmente erotico, libero cioé (nei momenti di grazia!) dalla possessività, dal desiderio di assimilare l’altro, e sente quindi di appartenere con lui o con lei all’avventura della vita.   L’aspirazione è dialogica. L’aspirazione non può essere soddisfatta dall’oggetto “in sé” ma dalla con-tingenza dell’oggetto stesso, dal suo indicare la possibilità di una trama a un tempo solidale e trascendente nel cuore stesso dell’esperienza umana.

In tal caso l’aspirazione si manifesta radice del desiderio, tensione che nutre la capacità di  amare l’oggetto al di là e attraverso la sua parzialità.

Un lettore mi chiede del rapporto tra aspirazione e cambiamento: da dove nasce il cambiamento  o meglio come capire di quale cambiamento si tratta perché sovente «plus ça change plus c’est la même chose»…? E’ una buona domanda che merita una riflessione più approfondita di quella che sono in grado di offrire da solo.
A me sembra che l’aspirazione al cambiamento  sia un’ aspirazione alla trasformazione (che però rischia di restare un concetto astratto) pur sapendo che per certi versi possiamo trasformare relativamente poco.  (Ma forse un poco che fa la differenza – o che ci aiuta a sciogliere gli schemi mentali che ci impediscono di cogliere le cose nella loro dinamica ecosistemica, relativa e relazionale. Bateson da questo punto di vista dice cose che ricordano molto la logica buddhista). Lo stesso Bateson rovescia la questione e si chiede che cosa l’opposto del cambiamento e cioè sia la ‘stabilità’ e la decostruisce per restituire la complessità delle relazioni sistemiche che la permettono. Il cambiamento di cui parla è quello che permetterebbe di aprirsi alla complessità. La psiche (intesa sia come dispositivo individuale che sociale e culturale) sarebbe un apparato per trasformare (metabolizzare) le esperienze costruendo equilibri aperti e complessi. Si potrebbe dire che questa è una caratteristica specie-specifica dell’umano. La qualità dell’aspirazione si esprimerebbe in prima battuta nella caratteristica ‘narrativa’ e immaginale dell’umano. (Nelle possibilità di senso che costruiscono le sue narrazioni).
D’altro canto se l’ombra dell’aspirazione è l’idealizzazione dobbiamo essere consapevoli di alcune trappole. Si può pensare a un triangolo sistemico che ci imprigiona, fatto di idealizzazione, potere (l’ombra invischiante del desiderio) e ripetizione (l’ombra della pulsione)…
Di fatto la vera aspirazione non idealizza perché sa che il suo oggetto è irrangiungibile o non esistente se non nella forma che la stessa aspirazione riesce a dargli e allora nella distanza gli si avvicina (chi dice che la realtà non sia paradossale?)…
Cerco di spiegarmi con una piccola parabola… Surawardhi (uno straordinario mistico persiano del XIII secolo) racconta che all’inizio la prima emanazione del Logos furono tre fratelli. La prima sorella, Bellezza, prese coscienza di essere il Bene Supremo. Nel momento in cui giunse a questa consapevolezza sorrise e da questo sorriso nacquero miriadi di angeli. Il secondo fratello, Amore, che era sempre stato il compagno assiduo e inseparabile di Bellezza, quando vide il suo sorriso si sentì talmente turbato e smarrito che ebbe un moto di fuga e distacco… Allora Nostalgia, il terzo fratello, si aggrappò a Amore e lo fermò nella sua fuga: da questa sospensione, da questo spazio vuoto che si era creato nacquero il cielo e la terra.
Questa parabola si presta ovviamente a molte interpretazioni.
La Bellezza in quanto esperienza umana è fondata sulla transitorietà, sull’impermanenza. (Esempio paradigmatico i giapponesi che a primavera vanno a vedere i cileigi che sfioriscono e il vento che soffia  via i petali)  Qualcosa dell’esperienza umana della bellezza si radichi nell’esperienza percettiva e nella nostra modalità pulsionale di rispondervi. Qui entra in gioco il rapporto con l’altro e con il suo di desiderio, con il potere e il mistero dell’oggetto stesso. La paura di essere ‘mangiati’ o assimilati dall’altro che sia l’altro della relazione o il Grande Altro (il bene supremo contemplato dalla propsettiva della finitudine) che presumiamo dia un senso compiuto e finale alla vita… (e spesso li facciamo coincidere). Da qui il moto di sgomento di Amore che in quanto tale non vivrebbe più se si perdesse totalmente nell’altro… E’ Nostalgia (in mancanza di un termine migliore e da non confondere con il ritiro malinconico-depressivo che segue ad abbandoni e separazioni) la forma desiderante – l’aspirazione –  che permette di ritrovare una relazione desiderante con l’altro? A me piace molto che il cosmo materiale ‘il cielo e la terra’ quindi la concretezza del mondo quotidiano vengano creati, da questo nulla, da questo vuoto mosso dal desiderio/anelito per qualcosa che per più versanti o è impermanente o non c’è (non alla maniera in cui pensiamo l’esserci delle cose) e per cui tuttavia proviamo nostalgia.
In un post successivo cercherò di ragionare sul rapporto tra aspirazione e dimensione sociale, tra aspirazione e nuda vita.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in arte, filosofia, intercultura, narrazioni, nuda vita, psicoanalisi, quel che resta del mondo, spiritualità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...