Ubuntu

Articolo su Repubblica di oggi che presenta il nuovo libro di Gherardo Colombo sul ‘perdono responsabile’. Colombo indaga le possibili basi di nuove pratiche di giustizia, la cosiddetta giustizia riparativa, che lentamente emergono negli ordinamenti internazionali e nel nostro. Come dice la presentazione del libro queste pratiche non riguardano solamente i tribunali e le carceri, ma incoraggiano un sostanziale rinnovamento nel tessuto profondo della nostra società: riguardano l’essenza stessa della convivenza civile.

Parlando dell’esperienza della giustizia riparativa in Sudafrica, Achille Mbembe mostra che si tratta di un rovesciamento del circolo vizioso sistemico in cui la vittima diventa persecutore e l’eventuale ‘salvatore’ viene facilmente ‘catturato’ da uno di questi due ruoli. Dal questo punto di vista  la questione etica implica infatti la capacità di non ricadere nella logica della fissazione traumatica collettiva e dunque della vendetta. L’elaborazione della memoria traumatica  è un processo complesso che coinvolge l’insieme dei protagonisti nell’assumersi una responsabilità nei confronti del ‘corpo di dolore’ – cioè della memoria traumatica di una collettività anche rispetto a eventi in cui non si è stati direttamente coinvolti.

«Quel che la commissione ‘Verità e Riconciliazione’ ci ha fatto capire» dice Mbembe «è che spetta a noi liberarci dall’intossicazione del ricordo della propria sofferenza che caratterizza ogni vittima. Liberarsi da questa intossicazione è infatti la condizione per riapprendere a parlare un linguaggio umano ed eventualmente creare un mondo nuovo». E ancora: «Ciò suppone che sia stata messa a nudo la sofferenza che è stata un tempo inflitta ai più deboli; che sia stata detta tutta la verità su queste sofferenze; che si rinunci alla dissimulazione, alla rimozione o al diniego, a favore del perdono, cioè del desiderio di ricominciare da capo sulla base del riconoscimento reciproco dell’umanità di ciascuno e del diritto di ciascuno di vivere in libertà davanti alla legge.»

La nozione sottostante è quella di Ubuntu che è stata spiegata molto bene da Desmond Tutu:

«E’ molto difficile rendere in una lingua occidentale la parola ubuntu [vocabolo del gruppo linguistico nguni]. Allude all’intima essenza dell’essere umano… significa essere generosi, ospitali, amichevoli, altruisti e compassionevoli. significa condividere ciò che si ha. E’ un modo per dire ‘La mia umanità è implicita nella tua, vi è legata’. apparteniamo a un medesimo fascio di vita. Noi diciamo: ‘Una persona è una persona tramite tutte le altre persone’. Non dunque ?Penso duneu sono’. Ma piuttosto : ‘Sono umano perchè appartengo, perchè partecipo perché condivido’. Una persona dotata di ubuntu  è aperta e disponibile verso gli altri, li riconosce nel loro essere, non si sente minacciata se gli altri sono capaci e bravi, perché possiede una particolare sicurezza di sé che le deriva dal sapere che appartiene a un più vasto insieme, e si sente sminuita quando gli altri sono umiliati o sminuiti, quando sono torturati o oppressi, o se sono trattati come fossero meno di quel che sono… Perdonare non è solo essere altruisti. E’ la più alta forma di egoismo. Ciò che disumanizza te, disumanizza me. [Il perdono] offre capacità di recupero, consetnedo agli individui di sopravvivere e riemergere ancora umani malgrado ogni tentativo di negare la loro umanità»

Annunci

1 Commento

Archiviato in narrazioni, nuda vita, politica, quel che resta del mondo

Una risposta a “Ubuntu

  1. Si potrebbe riflettere anche sulla nozione panikkariana di perdono intesa come decreazione, come atto che decrea il passato per ricominciare dall’umano. È certo che la storia lascia tracce profonde sulla nostra pelle, tracce che noi non siamo più in grado di seguire perché abbiamo scelto deliberatamente di non perseguire la verità. Seguire la verità per ristabilire l’umano e ritrovare la nostra umanità condivisa. Incontro e relazione. Ripartire da quella poetica della relazione che sola è capace di costruire la nuova regione del mondo che Glissant ci offre con la sua prosa poetica!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...