David Graeber su debito e immaginazione.

«Qualcosa come il  97-98% del denaro nell’ ‘economia’  complessiva di paesi ricchi come gli USA o la Gran Bretagna sono debito. Vale a dire che si tratta di ricchezza il cui valore poggia su qualcosa che non esiste veramente nel presente (bauxite, sculture, pesche, software…),  ma su qualcosa che potrebbe esistere in un certo momento futuro. I soldi “astratti” non sono un idea ma una promessa – la promessa di qualcosa di concreto che esisterà nel futuro, profitti futuri estratti da risorse future, lavoro futuro di minatori, artisti, raccoglitori di frutta, web designers, non ancora nati. Nel punto in cui l’economia immaginaria futura è 50-100 volte più ampia di quella corrente e ‘reale’, i conti non possono tornare. Ma l’esplosione delle bolle spesso non lascia alcun futuro da immaginare, se non un futuro catastrofico, perchè la creazione di bolle è resa possibile dalla distruzione di ogni capacità di immaginare futuri alternativi. E’ solo quando non riusciamo più a immaginare che sia possibile muoversi verso una qualche società futura, quando pensiamo che il mondo non possa e non sarà mai fondamentalmente diverso, che non resta null’altro da immaginare che una quantità sempre maggiore di denaro futuro.» (David Graeber: DEBT)

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in arte, intro, psicoanalisi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...