la foresta delle storie

Alberto Asor Rosa scrive su la Repubblica del 13 gennaio: “oggi la letteratura, soprattutto nella sua forma specificamente narrativa, è dappertutto (…) Quand´è che la narrazione, – anzi, ‘affabulazione’ pura e semplice, estesa a dismisura, e perciò straniata e inconsapevole, – diviene racconto? Diviene racconto quando non si limita a tentare di “riprodurre” la vita, ma cerca di coglierne il senso. Non la vita, ma il senso della vita è (è sempre stato e, secondo me, dovrebbe sempre essere) l´oggetto della grande narrazione…”

E’ una cosa su cui gli stessi romanzieri hanno spesso detto la loro riflettendo o facendo riflettere i loro personaggi.

Per esempio nel recente 1Q84 di Murakami Haruki leggiamo:

«Un giorno Tengo si accorse che quando dal mondo dei romanzi tornava  in quello della realtà non provava lo stesso senso di amara delusione di quando rientrava dal mondo della matematica. Perché? Ci rifletté a lungo e infine giunse a una conclusione. nella foresta dei romanzi per quanto il nesso tra le cose potesse sembrare evidente, non succedeva mai di ricevere una risposta chiara. Era quella la differenza con la matematica. Il ruolo del romanzo per dirla in modo sommario era quello di mutare un problema dandogli una forma diversa. E grazie alla natura e alla direzione di quel cambiamento, veniva suggerita, in chiave romanzesca, una soluzione alternativa. Tengo tornava nella realtà portando con sé quel suggerimento. Era come una formula magica incomprensibile scritta su un pezzo di carta. A volte mancava di coerenza e non poteva trovare subito un utilizzo pratico. Ma aveva in sè una possibilità. Forse un giorno sarebbe riuscito a decifrare quelle formule magiche. Era una possibilità che gli scaldava il cuore dall’interno.»

Gian Piero Quaglino nel presentare il suo manifesto della terza formazione [Cortina] include una ricca sezione sulla narrazione offrendoci numerose citazioni significative:

«Un romanzo non afferma niente, un romano cerca e pone delle domande (…) La stupidità della gente deriva dall’avere una risposta per tutto. La saggezza del romanzo deriva dall’avere una domanda per tutto (…) A me pare che oggi in tutto il mondo la gente preferisca giudicare invece di capire, rispondere invece di domandare, così che la voce del romanzo può essere udita a stento in mezzo alla rumorosa imbeccillità delle certezze umane» (Kundera)

Che fa eco a quanto Philip Roth ha messo in bocca a Nathan Zuckerman:

«C’è stato un tempo in cui le persone intelligenti usavano la letteratura per pensare».

Ma c’è anche spazio per Novalis:

«Un romanzo è la vita in forma di libro» «Per conoscere la vita e sé stessi si dovrebbe sempre scrivere un romanzo».

Hannah Arendt invece citava spesso Karen Blixen: «ogni dolore può essere sopportato se lo si narra o se ne fa una storia».

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2 commenti

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2 risposte a “la foresta delle storie

  1. lino

    per questo è da tanto che cerco di scrivere un romanzo! dopo aver letto 1Q84 e questo post forse sarà la volta buona, ciao Lino

  2. La Letteratura come forma di conoscenza!
    La letteratura e gli scritti, in qualsiasi forma essi vengano proposti hanno un vantaggio, quello di intrattenere un rapporto intimo con la lingua. In questo credo consista i potere della letteratura.
    Usare la lingua non come solo strumento comunicativo, ma come occhio indagatore. La lingua che abitiamo quotidianamente perde la capacità di esplorare il mondo, interno od esterno, perché viene banalizzata e piegata ad un uso utilitaristico.
    La lingua che esplora il reale possiede l’intrinseca qualità di rinnovarlo dicendolo. In uno slancio adamitico, chiamare le cose dona loro realtà, conferisce identità nuove e multiple, tante quante sono le parole per chiamare le cose.
    La lingua è allora il vero punto di partenza. Per vedere il mondo con gli occhi del poeta, come sempre ci invitava a fare Glissant. Nel non luogo della lingua costruirsi una casa, mobile, duttile, versatile e accogliente. Nella distanza fra significato e significante trovare la luce del dialogo che non deve avere fine. Nel dia-logo senza fine la luce, la verità e la vita.

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