Nuovo attacco ai Beni Comuni?

Due giorni fa leggevo su Repubblica una bella intervista di Luciana Sica a Massimo Recalcati che tra l’altro diceva “questa è una crisi che evidenzia il disprezzo e il misconoscimento del Bene comune, l´accaparramento senza freni delle risorse di tutti: il lavoro, le leggi, le istituzioni, la natura… Quando la spinta al godimento diventa compulsiva e non conosce limiti, quando l´avidità non ha più fondo, è la stessa idea di comunità che viene meno. Per dirla in termini analitici, è la pulsione di morte che prevale e travolge la dimensione del legame sociale”

Ieri il Comitato Scientifico Equivita (www.equivita.it) mi ha inoltrato  un appello di Alex Zanottelli.
A quanto risulta infatti dalle dichiarazioni di Catricalà, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, si vuole ribaltare il risultato del referendum del 13 giugno scorso, liberalizzando l’acqua. Tra l’altro non sapevo che quando Mario Monti era Commissario Europeo, trascurando il parere del Parlamento Europeo che nel 1995 l’aveva bocciata, ripresentò – pochi mesi dopo tale bocciatura – la Direttiva Europea “sulla brevettabilità del vivente” (ovvero la possibilità – mai esistita prima – di privatizzare le piante, gli animali e le parti del corpo umano, con la sola esclusione del corpo umano intero).
La direttiva fu approvata, dopo quasi tre anni, il 12 maggio 1998 (direttiva 1998/44) durante i quali avvenne “la più forte azione di lobby nella storia del Parlamento Europeo” (dichiarazione dello stesso relatore della direttiva, Willy De Clerq) e dopo che numerose ONG di tutta Europa avevano speso ogni energia possibile per bloccarla.

Ecco l’appello di Zanotelli

“SALVIAMO IL REFERENDUM DELL’ACQUA

TRADIMENTO MONTI

Era il 13 giugno , esattamente 7 mesi fa ,quando 26 milioni di italiani/e sancivano l’acqua bene comune :”Ubriachi eravamo di gioia… le spalle cariche dei propri covoni!(Salmo,126). E oggi,13 gennaio ritorniamo a “seminare nel pianto..” (Salmo,126) perché il governo Monti vuole privatizzare la Madre. Sapevamo che il governo Monti era un governo di banche e banchieri, ma mai ,mai ci saremmo aspettati che un governo, cosidetto tecnico, osasse di nuovo mettere le mani sull’acqua, la Madre di tutta la vita sul pianeta. E’ quanto emerge oramai con chiarezza dalla fase 2 dell’attuale governo, che impone le liberalizzazioni in tutti i settori.Infatti le dichiarazioni di ministri e sottosegretari, in questi ultimi giorni, sembrano indicare che quella è la strada anche per l’acqua. Iniziando con le affermazioni di A.Catricalà, sottosegretario alla Presidenza, che ha detto che l’acqua è uno dei settori da aprire al mercato. E C.Passera, ministro all’economia,ha affermato :”Il referendum ha fatto saltare il meccanismo che rende obbligatoria la cessione ai privati del servizio di gestione dell’acqua, ma non ha mai impedito in sé la liberalizzazione del settore.” E ancora più spudoratamente il sottosegretario all’economia G.Polillo ha rincarato la dose: “Il referendum sull’acqua è stato un mezzo imbroglio. Sia chiaro che l’acqua è e rimane un bene pubblico.E’ il servizio di distribuzione che va liberalizzato.”E non meno clamorosa è l’affermazione del ministro dell’ambiente C.Clini:”Il costo dell’acqua oggi in Italia non corrisponde al servizio reso…..La gestione dell’acqua come risorsa pubblica deve corrispondere alla valorizzazione del contenuto economico della gestione.” Forse tutte queste dichiarazioni preannunciavano il decreto del governo (che sarà votato il 19 gennaio) che all’art.20 afferma che il servizio idrico- considerato servizio di interesse economico generale- potrebbe essere gestito solo tramite gara o da società per azioni, eliminando così la gestione pubblica del servizio idrico. Per dirla ancora più semplicemente, si vuole eliminare l’esperienza che ha iniziato il Comune di Napoli che ha trasformato la società per azioni a totale capitale pubblico(ARIN ) in ABC (Acqua Bene Comune-Ente di diritto pubblico). E’ il tradimento totale del referendum che prevedeva la gestione pubblica dell’acqua senza scopo di lucro .E’ il tradimento del governo dei professori.E’ il tradimento della democrazia. Per i potentati economico-finanziari italiani l’acqua è un boccone troppo ghiotto da farselo sfuggire. Per le grandi multinazionali europee dell’acqua(Veolia,Suez,Coca-Cola…) che da Bruxelles spingono il governo Monti verso la privatizzazione, temono e tremano per la nostra vittoria referendaria,soprattutto il contagio in Europa.
“Un potere immorale e mafioso –ha giustamente scritto Roberto Lessio, nel suo libro All’ombra dell’acqua- si sta impossessando dell’acqua del pianeta.E’ in corso l’ultima guerra per il possesso finale dell’ultima merce:l’acqua.Per i tanti processi di privatizzazione dei servizi pubblici in corso, quello dell’accesso all’acqua è il più criminale.Perchè è il più disonesto, il più sporco, il più pericoloso per l’esistenza umana.” Per questo dobbiamo reagire tutti con forza a tutti i livelli, mobilitandoci per difendere l’esito referendario, ben sapendo che è in gioco anche la nostra democrazia. Chiediamo al più presto una mobilitazione nazionale, da tenersi a Roma perché questo governo ascolti la voce di quei milioni di italiani/e che hanno votato perché l’acqua resti pubblica. Chiediamo altresì che il governo Monti riceva il Forum italiano dei movimenti per l’acqua,ciò che ci è stato negato finora. Rilanciamo con forza la campagna di “obbedienza al referendum” per trasformare le Spa in Ente di diritto pubblico (disobbedendo così al governo Monti). Sollecitiamo i Comuni a manifestare la propria disobbedienza alla privatizzazione dell’acqua con striscioni e bandiere dell’acqua. E infine ai 26 milioni di cittadini/e di manifestare il proprio dissenso esponendo dal proprio balcone ,uno striscione con la scritta: ”Giù le mani dall’acqua”! In piedi , popolo dell’acqua!
Ce l’abbiamo fatta con il referendum, ce la faremo anche adesso !E di nuovo la nostra bocca esploderà di gioia (Salmo,126)”

Alex Zanotelli

Su Repubblica di oggi le prime risposte del governo sono ambigue: da un lato generica ‘apertura’, dall’altro la difesa della ‘distribuzione’ privata (e dei suoi relativi ”profitti’) in nome della ‘razionalizzazione’ e dell’ ‘efficienza’ amministrativa. A mo’ di commento non trovo di meglio che  lo scambio epistolare tra Hannah Arendt (scusate se la cito ripetutamente) e il marito delusi dall’atteggiamento di Kennedy sulla rivoluzione cubana. La Arendt,   – che pure aveva riposto molte speranze  – in Kennedy scrisse al marito : “semplicemente non ha capito cosa sia una rivoluzione e cosa essa significhi nella vita di un popolo…”   Henirch Blücher replicò in stile aforistico: “Tutti gli uomini di potere perdono la comune intelligenza delle cose.”

Sono allibito che un governo che ha incontrato grande apertura di credito, speranza nella ‘competenza’ e una grande disponibilità ai sacrifici richiesti per ‘raddrizzare una baracca’ scardinata dalle dinamiche del capitalismo finanziario globale sembri disprezzare il ‘capitale simbolico’ (e il legame sociale’) offerti dal voto di 26 milioni di italiani che si sono schierati contro la privatizzazione dell’acqua.

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1 Commento

Archiviato in nuda vita, politica, psicoanalisi, quel che resta del mondo

Una risposta a “Nuovo attacco ai Beni Comuni?

  1. Sembra che sulla questione dell’acqua il governo si stia ricredendo. Ma gli interessi in gioco sono tali che converrà continuare a vigilare…

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