Saperi d’esilio

«Coloro che ogni giorno s’accampano più lungi dal luogo dove nacquero, coloro che ogni giorno levano la barca su nuove rive sanno meglio ogni giorno il corso delle cose illeggibili; e risalendo i fiumi verso la sorgente, tra verdi apparenze, vengono improvvisamente sopraffatti da quel lampo severo dove ogni lingua perde le proprie armi»

Saint-John Perse

Neiges, IV, in Exils

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1 Commento

Archiviato in quel che resta del mondo

Una risposta a “Saperi d’esilio

  1. da Ugo da San Vittore, Didascalicon, III, 19 (citato in T. Todorov, La conquista dell’America. Il problema dell’“altro”, Torino, Einaudi, 1992, pp. 302-303, che cita a sua volta Auerbach, Philologie der Weltliteratur-Filologia della letteratura mondiale, Book, Castel Maggiore (Bo), 2006, che cita a sua volta Edward W. Said, Orientalismo, Feltrinelli, Torino, 1999;)

    Omnis mundus philosophantibus exsilium est, quia tamen, ut ait quidam: “Nescio qua natale solum dulcedine cunctos ducit, et immemores non sinit esse sui”.
    Magnum virtutis principium est, ut discat paulatim exercitatus animus visibilia haec et transitoria primum commutare, ut postmodum possit etiam derelinquere.
    Delicatus ille est adhuc cui patria dulcis est; fortis autem iam, cui omne solum patria est; perfectus vero, cui mundus totus exsilium est.
    Ille mundo amorem fixit, iste sparsit, hic exstinxit.

    Per coloro che filosofeggiano veramente ogni parte del mondo è un esilio, come ha detto qualcuno [Ovidio, Pontiche I, 3. 35-36]: “Io non so per quale dolcezza la terra natale non vuole farsi dimenticare”.
    È, quindi, una fonte di grande virtù per la mente ben allenata impa¬rare, a poco a poco, a cambiare anzitutto rispetto alle cose visibili e transitorie, in modo da riuscire in seguito a lasciarsele del tutto alle spalle.
    L’uomo che considera dolce la propria patria è ancora un tenero principiante; colui per il quale ogni territorio è come il proprio suolo natio è già forte; ma perfetto è colui per il quale l’intero mondo è come una terra straniera.
    L’animo tenero ha concentrato il proprio amore su un unico posto nel mondo; l’uomo forte ha esteso il proprio amore a tutti i luoghi; l’uomo perfetto ha estinto il proprio.

    Quanta poesia in Perse! Non a caso viveva sognave e scriveva a cavallo fra occidente e altri mondi e portava dentro di sé la grandezza della creolità caraibica e della lingua esplosa che solo vede il mondo con la saggezza di chi è straniero ovunque e resta aperto alla conoscenza e all’incontro!

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