10 motivi per vergognarsi

Nell’editoriale del 6 ottobre sul corriere della sera Piero Ostellino si chiede perché vergognarsi e non esprimere semplicemente cordoglio per le vittime di Lampedusa. Il cordoglio è un sentimento di dolore per un lutto, per qualcosa che colpisce come ineluttabile, un ‘atto di Dio’ si diceva una volta. Credo che sia questo che intende Ostellino, quando dice che la situazione è troppo complicata, non ha soluzioni, non è regolamentabile. E quindi – perché provar vergogna? Lo Stato non può farci nulla.

La vergogna invece è un sentimento interessante perché nella vergogna nascondiamo qualcosa di noi agli altri (di cui ci vergogniamo) o veniamo faccia a faccia con ciò che preferiremmo nascondere a noi stessi. E’ l’inizio di una dolorosa consapevolezza che ci mette in crisi ma costringe a riflettere sulla nostra identità. Ostellino esercita il suo mestiere di polemista fuori dal coro ma a me sembra che  ci siano molti buoni motivi – come italiani – per vergognarsi.

Provo a elencare quelli che mi vengono in mente:

1. Vergogna per una legge che fa dell’aspirazione del migrante a fuggire da guerra e miseria e a migliorare il suo futuro un reato. Molti hanno sottolineato che chi potrebbe fermarsi ad aiutare rischia – come già accaduto – una denuncia per favoreggiamento. Vergogna per non pensare che uno Stato si definisce per come definisce la dignità umana di ogni uomo.

2. Vergogna perché lo spirito della nostra Costituzione, nata anche dalla consapevolezza dei crimini nazisti e fascisti contro minoranze e gruppi etnici, è stato tradito. Articoli 2 e 10:

 “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”

“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.”

Questi articoli dicono che lo straniero è un uomo e in quanto tale – se non può esserlo altrove – da noi è cittadino. Dopo la reazione alla devastante politica immunitaria del nazifascismo, dopo la guerra, questa non era retorica.

3. Vergogna perché a Lampedusa è dislocata una sola motovedetta.

4. Vergogna per la mancanza di procedure efficaci per alleggerire il carico di sofferenza e precarietà che vivono migranti e lampedusani; per l’assenza di piani di emergenza efficaci ed immediati per la distribuzione degli arrivi sul territorio nazionale.

5. Vergogna per le condizioni dei cosiddetti centri di accoglienza

6. Vergogna per svilire l’onore nazionale rifiutando di riconoscere e ricordare i crimini storici del colonialismo italiano. Vi sarebbe una ben maggiore dignità in questo che nella censura dei crimini di guerra volta a proteggere il sentimento nazionale.

7. Vergogna perché negli stadi il minuto di silenzio per i morti viene riempito dai cori del tifo calcistico.

8. Vergogna per la povertà di iniziative dall’alto e dal basso, a partire da quelle politiche che dovrebbero propiziare l’apertura di canali e procedure umanitarie per chi rischia la vita pur di fuggire dal proprio paese. Vergogna anche per aver dialogato poco e male con le trasformazioni e le società civili del Mediterraneo, scegliendo sempre come bussola la scorciatoia dell’interesse economico a breve termine.

9.Vergogna per la retorica dell’invasione migrante dal mare, bufala utilizzata in malafede per politiche identitarie basate sulla paura e sull’appello alle pulsioni più regressive al di fuori di ogni principio di realtà. Vergogna per aver rimosso i milioni di nostri emigrati.

10. Vergogna infine per non provare sufficiente vergogna. La frase già citata di Primo Levi andrebbe meditata: «Nella vita politica nostra mi pare ci sia stata una mutua degradazione. Ci si influenza a vicenda, fatalmente. Fra dominante e dominato c’è uno scambio fatale per cui il livello morale della classe dominante influenza il livello morale dei soggetti, dei cittadini. E viceversa». Dopo la guerra in un’Italia ben più povera, basterebbe pensare a una catastrofe come quella del Polesine per rievocare una solidarietà che non nasceva certo dal benessere diffuso.

Per fortuna ci sono anche segnali di diverso segno. E fra tutti abbiamo molti motivi di essere orgogliosi di Lampedusa, del suo sindaco, dei suoi abitanti. Cerchiamo il coraggio di rendere esemplare e ampliare la loro testimonianza civile.

SE QUESTO E’ UN UOMO…. NESSUN UOMO E’ UN’ISOLA

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2 commenti

Archiviato in politica, quel che resta del mondo

2 risposte a “10 motivi per vergognarsi

  1. elisabeth weimer

    Anche la vergogna è un sentimento di cordoglio, confessato in silenzio prima e pubblicamente poi… il cordoglio è giusto, ma può essere troppo comodo, come la preghiera.. La vergogna è umiliazione

    • Certo, e grazie del commento! Il cor-doglio (dolore del cuore) non è una dichiarazione formale ma una partecipazione del sentire che è anche apertura alla comprensione e alla riparazione.La questione etica implica la capacità di non ricadere nella logica della fissazione traumatica collettiva e, dunque, della vendetta. Ma l’elaborazione della memoria traumatica è un processo complesso che coinvolge l’insieme dei protagonisti nell’assumersi una responsabilità nei confronti del «corpo di dolore», cioè della memoria traumatica di una collettività anche rispetto a eventi in cui non si è stati direttamente, personalmente coinvolti. Mi piace come o dice Achille Mbembe che ha lavorato a lungo su questi temi in Sudafrica:
      «Ciò suppone che sia stata messa a nudo la sofferenza che è stata un tempo inflitta ai più deboli; che sia stata detta tutta la verità su queste sofferenze; che si rinunci alla dissimulazione, alla rimozione o al diniego, a favore del perdono, cioè del desiderio di ricominciare da capo sulla base del riconoscimento reciproco dell’umanità di ciascuno e del diritto di ciascuno di vivere in libertà davanti alla legge.»

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