Nossa Senhora da Lampadosa patrona degli schiavi

Unknown-1Nella prima metà del XVIII secolo viene venerata in Brasile Nossa Senhora da Lampadosa, patrona degli schiavi, a cui è tuttora dedicata a Rio una chiesa donata alla confraternita (irmandade)  negra  di Alampedosa. Dietro l’altare era collocato un Cristo nero. Molte confraternite di schiavi già veneravano santi ‘neri’  come san San Benedetto da San Fratello il primo nero proclamato beato con regolare processo canonico già nel ‘700 e poi fatto santo. E la confraternita di Lampedusa aveva trovato ospitalità nella chiesa di San Rosario e Benedetto. Un gruppo consistente di schiavi neri passano da Lampedusa, hanno padroni italiani, si convertono al cattolicesimo venerano Nostra Signora di Lampedusa e vengono poi imbarcati per il Brasile dove col passare del tempo si strutturano in confraternita alla stregua di altre confraternite  di schiavi che vengono tollerate se non propiziate per cercare di contenere le tensioni sincretiste incanalando i momenti di celebrazione nell’istituzione cattolica e consentendo alle confraternite di svolgere una funzione di assitenza pubblica e mutuo aiuto. La festa del santo patrono era un momento cruciale. Nel caso di San Rosario  sacro e profano si intrecciavano con messe, processioni, e  banchetti che culminavano nell’elezione di uno schiavo nominato ‘re del Congo’.Affresco. S. Benedetto small

E’ degno di nota che la principale attività delle confraternite era però di conferire un degno funerale ai loro membri.  Penso a quanto dice Judith Butler sulle vite dei vulnerabili che sembrano meno degne di lutto delle nostre in una società che distribuisce la vulnerabilità in modo ineguale, naturalizzando le disuguaglianze sociali. (cfr il suo A chi spetta una buona vita? ed Nottetempo)

Ma perché Nostra signora di Lampedusa diventa patrona degli schiavi? Lo spiega bene Gianluca Gatta in una bella scheda – pubblicata su un numero della rivista di Antropologia Medica dedicata alle presenze migranti in Italia – a partire da un dipinto che si trova nel Santuario della Madonna di Porto Salvo a Lampedusa. Il personaggio del quadro è il marinaio Andrea Anfossi, che all’inizio del 1600 era stato fatto schiavo da corsari barbareschi che lo avevano catturato e condotto a Lampedusa dove volevano rifornirsi di legna. Anfossi fugge, nel quadro ha le catene ancora ai polsi, Prende il vento con una tela/vela trovata in una grotta che raffigura la madonna col bambino insieme a Santa Caterina d’Alessandria(!)

Ancora oggi non tutti gli esseri umani viventi hanno lo status di soggetti degni di lutto e sepoltura, degni dunque di diritti, protezione, libertà e senso di appartenenza politica per il solo fatto di essere vivi. 

 

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Archiviato in antropologia, etnopsichiatria, intercultura, nuda vita, quel che resta del mondo

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