Da “Approdi e Naufragi”

«La vulnerabilità andrebbe pensata – al di fuori di ogni culto della “vittima” – come una dimensione costitutiva dell’esistenza di ognuno e fondamento di una socialità umana che non può essere gestita in modo “contrattuale” o rivendicativo.» (da Approdi e Naufragi). Sotto un’altro murales di Banksy a Pas de Calais

L'immagine può contenere: spazio all'aperto e una o più persone
Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Approdi e naufragi, quel che resta del mondo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...